Birdwatching a Ponteranica:
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A Ponteranica
La Valle dei Falchi
Animali in difficoltà

Animali in difficoltà
E' probabile che almeno una volta in ogni famiglia
sia capitato di rinvenire un animale selvatico in difficoltà
durante una passeggiata in campagna, nel bosco, sulla
spiaggia, nel parco pubblico o in giardino. Ed è
probabile che in queste occasioni si sia preferita la
soluzione più facile del tipo “vedrai che
se la cava”.
Una soluzione non proprio biasimabile perché
è comprensibile come l’imbarazzo di trattare
un animale elusivo e recalcitrante, sconosciuto e spesso
aggressivo, ponga dei seri dubbi sull’opportunità
di raccoglierlo per soccorrerlo, anche nonostante l’attrazione
che la bellezza o il fascino di questi animali esercitano
su di noi e la fortunatamente sempre più diffusa
e crescente sensibilità che porterebbe invece
a darsi da fare. È il solito problema dell’insicurezza
che nasce dal non sapere come fare. Ed ecco una serie
di regole pratiche per sapere come comportarsi in casi
come questi e quindi non rinunciare a soccorrere gli
uccelli in difficoltà, con possibilità
di salvarli e riconsegnarli alla vita libera, e di regalare
a noi stessi un’impegnativa ma splendida esperienza.
Anzitutto è necessario capire se l’animale
è in difficoltà e perché. Gli animali
selvatici non comprendono le nostre buone intenzioni
e tendono comunque a fuggire. Bisognerà allora
fare attenzione a non spaventarlo facendolo fuggire
in siti irraggiungibili. Quanto più si lascia
avvicinare e catturare tanto più è grave
lo stato di debilitazione o confusione mentale. È
sempre meglio cercare di osservare a distanza l’animale,
prima ancora di prenderlo. Ci servirà per capire
di fronte a quale patologia ci si trova e agire di conseguenza.
Non è raro imbattersi in casi che somigliano
a una patologia e in realtà non lo sono. Si tratta
di comportamenti spontanei o intenzionali da parte di
certi animali che ci fanno supporre una loro difficoltà.
Un esempio classico è dato dal Rondone che, inabile
a riprendere il volo una volta a terra, sembra ferito
ma, con una piccola “spinta”, eccolo di
nuovo sfrecciare nel cielo.
È pericoloso inseguire e indugiare a lungo nella
cattura di un uccello perché si rischia di rovinare
il piumaggio, oltre che indurre stress e dispendio d’energie.
È consigliabile studiarne il comportamento, precludere
le vie d’uscita e rapidamente catturarlo. In generale,
per la cattura, il modo migliore è quello di
coprirli con un telo leggero afferrandoli quindi con
delicatezza. Una volta catturato, è bene riporlo
in una scatola di cartone con appositi buchi per l’aria
e offrirgli la massima tranquillità in un ambiente
buio e silenzioso. Vanno evitate gabbie dove l’uccello,
vedendo l’esterno, cerca la fuga ferendosi ulteriormente.
Carezzarlo, nel tentativo di tranquillizzarlo, ha sempre
l’effetto opposto in quanto gli animali selvatici
rifuggono e temono il contatto come fosse una potenziale
aggressione.
A questo punto è sempre bene rivolgersi a personale
specializzato per un’accurata diagnosi e cura.
Il Centro Recupero Animali Selvatici presso lo Riserva
Naturale Regionale di Valpredina (Bergamo) sarà
ben lieto di potervi aiutare.
Oppure contattate:
LIPU Sede Nazionale tel. 0521.233414, Vicolo S. Tiburzio
n. 5, 43100 Parma.
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